Frantoio Scaglione

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Ricetta Taralli Scaldati

Personalmente, sono fermamente convinta che sia tutto scritto da qualche parte.
Sono convinta che tutto ciò che ci viene posto davanti e che incontriamo lungo la nostra strada non sia un caso, ma un preciso segnale! Possiamo organizzarci un’ora, la giornata lavorativa, la settimana o credere addirittura di poterci organizzare la vita… invece, se il destino decide di far accadere o non far accadere qualcosa, vedrai che quel qualcosa accadrà comunque!
Perché penso questo?
Ora ve lo racconto, ma allacciamo sempre prima il grembiule e rimbocchiamoci le maniche!

Zia Clotilde quel giorno mi disse: “Clotildina, prendi il mio quaderno delle ricette che facciamo i taralli della mia amica con l’olio nuovo”.
Ne sono sempre stata ghiotta. Ecco uno dei primi segnali del destino… Il secondo segnale, perché il primo forse mi è sfuggito di raccontarvelo, è che la mia famiglia, insieme ad altri soci, nell’immediato dopoguerra diede vita a un frantoio. Pertanto, sono particolarmente legata a questo tipo di attività e, conseguentemente, al Frantoio Scaglione dal 1977.

Ricordo infatti che, sin da piccola, con papà correvo al frantoio vicino casa, a Celle, in ogni momento della giornata, anche solo per sentire quel profumo di olio e sanza… e per assaporare, su quelle enormi fette, anzi chilometriche fette di pane direi, di zia Rosa, l’olio appena molito. Che profumo, che gusto, ancora oggi lo ritrovo ogni volta che assaggio l’olio nuovo.
È inevitabile… con lui riaffiorano anche tutti i volti, i sorrisi e le fatiche del passato, e provo un senso di pace e serenità, quella dell’infanzia!

Riavvolgiamo la pellicola… All’invito di zia Clotilde salii sulla sediolina ed ecco come, al solito, mi stavo tirando giù tutta l’enciclopedia di cucina… sono sempre stata poco ginnica, ecco un altro segno del destino… non sarei mai diventata la Fracci!
Ritorniamo al punto di partenza… presi il quaderno di zia e sfogliai, sfogliai le pagine e arrivai alla pagina della tanto desiderata ricetta… I taralli scaldati.
Ma ancora non sapevo allora, nel lontano 1989, cosa il destino mi avesse preparato!
Nel 2011 sposo Leone, anche lui con alle spalle un’attività frantoiana, e iniziamo così il nostro percorso di vita insieme a Colliano, patria del… Tarallo Scaldato, anzi, degli Scaldatelli!

Ed ecco a voi la pagina ingiallita dai segni del tempo passato, ma sempre viva e nuova per le lezioni che essa mi trasmette!
Facciamola rivivere ancora con l’olio del Frantoio Scaglione dal 1977.

La ricetta che segue è quella originale di zia Clotilde, dei taralli bolliti e poi cotti nel forno. Il sistema della cottura in forno fa si che il tarallo abbia una friabilità maggiore.

 

Ingredienti:

1kg di farina
100g di olio d’oliva del Frantoio Scaglione dal 1977
1 cucchiaio di sale
1 pezzo di lievito
q.b. semi di finocchio
150g di vino bianco ( ricordo che zia nelle sue varianti inseriva)

 

Procedimento:

Iniziamo con il mettere la farina, il lievito e il sale in una ciotola ampia o planetaria..e mescolare bene.
Aggiungiamo l’olio e il vino leggermente tiepido, e impastiamo.
Uniamo in ultimo i semi di finocchio e lavoriamo il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e compatto.
Dopo di ciò copriamo l’impasto e facciamolo riposare l’impasto per circa 30 minuti.
Mezz’ora dopo, tagliamo l’impasto a pezzi da circa 30 gr e ricaviamo un cordoncino, lo allunghiamo e chiudiamo. Continuiamo fino a quando l’impasto sarà terminato.
Mettiamo a bollire l’acqua e, una volta raggiunto il bollore mettiamo i taralli, quando salgono a galla togliamo e li adagiamo con cura su un panno asciutto.
Poi li poniamo su una teglia con carta forno. Cuociamo in forno statico a 210°per circa 10 minuti, poi abbassiamo a 180° fino a doratura. Ovviamente va da forno a forno! I taralli saranno pronti quando assumeranno un colore leggermente dorato.
Li facciamo raffreddare e poi li conserviamo come meglio crediamo o in dei sacchetti per alimenti o in scatole di latta, come faceva zia!